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CORTONA LIVE
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Cortona è una piccola, viva cittadina costruita su una collina a circa 500 metri sul livello del mare con una vista maestosa sulla Valdichiana, ubicata nel sudest della toscana. E’ facilmente raggiungibile perché collegata da una linea ferroviaria principale a Firenze e Roma. Più di un viaggiatore, incuriosito dalla posizione di Cortona arroccata sulle pendici del monte Sant’Egidio, si è deciso a fare una deviazione nei sui viaggi, scendere dal treno ed esplorare questo gioiello in cima alla collina. La città è servita da due stazioni ferroviarie: Camucia/Cortona è la prima che si incontra quando si viaggia verso Sud e Terontola/Cortona è la prima
quando si viaggia verso Nord. Terontola si trova molto vicino ai confini con l’Umbria ed è la stazione dove si può cambiare treno per prendere la linea che ci unisce a Perugia e Assisi. Da Camucia occorrono circa 10 minuti in auto per salire in città, da Terontola circa 20.
Si arriva a Cortona in autobus o in automobile percorrendo una strada che s’incurva su per la collina, affiancata da uliveti e muri di pietre antiche su campi terrazzati. La città è abbracciata quasi completamente da una cinta muraria costruita su basamenti originari Etruschi, risalenti al lontano IV secolo A.C.. Molti cortonesi credono che la loro città sia ancora più antica, citano le opere di Plinio, che indica il cortonese Dardano come fondatore di Troia e racconta che i sopravissuti alla distruzione di quella città diventarono i fondatori di Roma. Un vecchio detto spesso usato dai cortonesi a conferma di tutto questo è: “Cortona mamma di Troia e nonna di Roma”.
Qualunque sia la data delle sue origini, la città è stata apprezzata per la sua bellezza fin dai tempi più antichi, attraverso l’epoca dei “grand tour” fino alle lodi di scrittori d’oggigiorno. Mentre queste strade dalle stazioni e superstrade ci portano in salita alla città passiamo vicino alla chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio, un esperimento rinascimentale per promuovere la pace attraverso la progettazione urbanistica, costeggiamo i tratti rimanenti delle mura etrusche, con le tracce della loro rudimentale ingegneria idraulica ancora visibile, e l’imponente Porta Bifora che servì come ingresso cerimoniale alla città fino alla fine del duecento. La torre rinascimentale in pietra grigia del Palazzone, il palazzo del cardinale Silvio Passerini, è chiaramente visibile sul lato est della città come il campanile della cattedrale e il cimitero monumentale che affacciano ad ovest. Ad incoronare la città c’è la Fortezza del Girifalco e, posizionato leggermente sotto, il santuario di Margherita da Cortona.
Poco prima di arrivare all’entrata principale della città in Piazza Garibaldi (o “Carbonaia” com’è chiamata dai cittadini) i giardini pubblici, la chiesa di San Domenico, dove Fra’ Angelico dipinse una delle sopravissute “Annunciazioni”, e il mosaico raffigurante San Marco, disegnato dal nativo artista del futurismo Gino Severini, danno il benvenuto ad ogni visitatore, che dovrebbe rendersi subito conto di essere capitato in un posto veramente speciale.
Cortona è considerata e si considera una città. L’apice dei suoi successi socioeconomici fu raggiunto durante il tempo degli etruschi (600-200 A.C.) e di nuovo sotto il regno della nobile famiglia Casali nel duecento e trecento. La città ha sempre vissuto di agricoltura, ma anche della coltivazione di piante utili nel processo della tinteggiatura della stoffa e di commercio. Batteva moneta propria ed era sede di una comunità culturale riccamente diversificata. C’erano 10.000 persone che abitavano in città nel seicento, epoca con la più alta densità di popolazione nella sua storia; oggi gli abitanti sono scesi a meno di 2.000.
Sarebbe però sbagliato pensare che la diminuzione della popolazione abbia influito negativamente sul vigore o sul dinamismo di questa città. E’ tuttora il capoluogo di uno dei comuni territorialmente più grandi d’Italia. I suoi 22.000 abitanti sono sparsi sui 324
km quadrati sotto la giurisdizione di Cortona, che aveva già raggiunto queste dimensioni sotto la signoria della nobile famiglia Casali. Il successo economico di quel tempo e quello della precedente “età d’ oro” degli etruschi hanno lasciato tesori di inestimabile valore artistico e archeologico, che vengono custoditi gelosamente e con grande orgoglio nei due musei della città. Il più piccolo, il Museo Diocesano, si trova nella piazza della cattedrale davanti alla chiesa e custodisce la già nominata “Annunciazione” del Beato Angelico insieme con opere del nativo Luca Signorelli, pittore rinascimentale autore anche de “Gli Ultimi Atti e la Morte di Mosé” della Capella Sistina ed opere importanti di Pietro Lorenzetti. Il ristrutturato ed ingrandito museo MAEC, che si trova in Piazza Signorelli, ha recentemente arricchito la sua collezione con numerosi reperti rinvenuti nelle antiche tombe scoperte nei territori Cortonesi negli ultimi decenni. Due pezzi notevoli sono il lampadario in bronzo e la Tabula Cortonensis recentemente scoperta. Il museo è anche ricco di collezioni di opere di artisti nativi di Cortona come il pittore barocco Pietro Berrettini e l’artista futurista Gino Severini. La collezione egizia, abbastanza completa, è una vera curiosità. Tutte le opere esposte sono corredate di schede informative ben comprensibili a visitatori giovani e meno giovani, con conoscenza della lingua italiana e non.
I cittadini di Cortona sono consapevoli e orgogliosi delle loro origini. Ogni primavera la gente della città organizza una rievocazione storica delle festività legate alle nozze tra il nobile Casali e la nobile sposa Antonia della potente famiglia Salimbeni di Siena. Fra i diversi riti ed eventi rievocati il più suggestivo è il gioco dell’Archidado, una competizione fra i cinque storici rioni della città che partecipano ad una gara di precisione ed abilità, tirando dardi con la balestra al bersaglio dell’archidado in Piazza Signorelli vicino alla facciata medievale del comune. Il corteo storico e le esibizioni di cittadini vestiti nello stile dell’epoca, tamburini e sbandieratori rendono lo spettacolo divertente e colorato.
La città si dedica ad offrire spettacoli ed eventi culturali e durante l’anno il locale “Teatro Signorelli”, le piazze e le chiese sono spesso impegnati con eventi musicali, di danza e teatro, e naturalmente con la proiezione delle novità cinematografiche internazionali. In anni recenti il “Tuscan Sun Festival” ha portato musica classica ed esibizioni di danza di alta qualità con la partecipazione di artisti di fama internazionale. La scrittrice Frances Mayes, autrice di “Sotto il Sole della Toscana” e cittadina onoraria di Cortona, si è dedicata alla creazione di questo evento che si è trasformato in un appuntamento annuale per gli amanti della musica classica di tutte le parti del mondo. Ma questo è soltanto uno dei molti gusti che da sapore a Cortona ogni anno, in quanto le note di jazz, pop, musica da organo, cori e gospel, folk e rock si possono sentire in strada, nelle piazze, nelle chiese, a teatro e negli auditori durante tutto l’anno. In anni recenti uno spettacolo particolarmente apprezzato è stato quello del maestro André Rieu e della sua orchestra, immortalato in Piazza della Repubblica e trasmesso in numerose parti del mondo. E non possiamo dimenticare che alle origini della musica Italian Rap c’è Lorenzo Cherubini anche conosciuto come “Jovanotti”, un “ragazzo fortunato” cresciuto qua a Cortona.
Forse parte del grande fascino di Cortona è il numero di toni con cui “parla” ai suoi visitatori. E’ una città d’arte e musica, una città che parla allo spirito. Ha ospitato San Francesco. Una delle chiese più antiche è quella di San Francesco che si trova nel cuore della città e “Le Celle” è uno dei primi conventi fondati dal santo, costruito in una piega della montagna fuori le mura della città su terra che gli fu donata da Fra’ Elia, uno dei suoi seguaci Cortonesi. “Le Celle” è un posto di incredibile pace e serenità dove sembra facile parlare all’anima. Cortona è la terra che ha fatto da testimone al miracolo della salma incorruttibile di Santa Margherita, tenuta in vista nella teca di cristallo dietro l’altare del santuario in cima alla collina. In questa città esistono ancora comunità di monache di clausura, che vivono nella parte alta del paese con strade dall’aspetto ancora medievale; luoghi dove i misteri dello spirito vengono svelati. E’ da questa zona che la bellezza di questa città e della valle può essere apprezzata. Il vasto Lago Trasimeno scintilla in lontananza, spesso circondato da quella medesima foschia che tradì i soldati di Flaminio in quella lontana mattina del 217 A.C., presi di sorpresa da Annibale mentre dormivano sulle rive del lago. Il monte Amiata, un vulcano spento alto un miglio, è visibile ad ovest della pianura, come pure è visibile il monte Cetona.
Cortona non dovrebbe, comunque, essere vista come un paese che vive nel passato. Come cambia la città il popolo reagisce e si adatta, rimanendo sempre fedele alle proprie tradizioni. Terre agricole che rimasero semi abbandonate negli anni 70 sono state riscoperte da una generazione nuova di giovani coltivatori, determinati a creare nuovi vini e prodotti alimentari di qualità superiore. Le loro fatiche sono state ricompensate e le terre cortonesi hanno cominciato a produrre vini IGT da monovitigno ed anche misti che poco hanno da invidiare ai loro vicini delle zone di Montepulciano e Montalcino.
La via principale di Cortona, che corre da Est ad Ovest si chiama Via Nazionale ed è stata sempre sede di eleganti negozi e floride attività. E’ la strada che si anima durante le ore della passeggiata e si trasforma in palcoscenico per quanti vogliono osservare ed essere osservati, una specie di punto di incontro per scambiare notizie, fissare appuntamenti ed aggiornarsi sulle novità in anticipo sul giornale locale (che viene stampato solo due volte al mese). Vestiti nuovi, scarpe nuove e bimbi nuovi sono portati a spasso con orgoglio su questa strada. Più movimentata dalle 17 alle 20, in estate torna alla vita vera dopo cena finché l’aria non rinfresca un po’. I numerosi bar lungo la strada invogliano i clienti a prendere posto a un tavolo per stare insieme un po’ di più con un aperitivo, un cappuccino o semplicemente un buon bicchiere di vino.
Alla fine di Via Nazionale c’è la grande Piazza della Reppubblica, dominata dall’imponente torre con l’orologio e dalla grande scalinata davanti al palazzo comunale. Questo è l’incrocio delle antiche vie “cardo” e “decumano”, il luogo usato come sede del governo dai tempi antichi fino ad oggi. La posizione e la struttura, che ispira un grande senso di romanticismo, sono diventati molto ricercati da coppie che intendono sposarsi. Il romanticismo vive qui e sembra che sempre più persone organizzino
matrimoni a Cortona. Spesso si vedono dei gruppi di invitati e sposi sulla gradinata intenti a farsi fotografare oppure i neo-sposi affacciati al balcone del comune per salutare il mondo per la prima volta come coniugi. L’ottimismo vive, l’amore vive e Cortona sembra essere il palcoscenico perfetto.
Il mercato all’aperto del sabato mattina, il mercatino dell’antiquariato e del collezionismo della quarta domenica del mese, oppure l’annuale fiera del mobile antico sono sempre benvenute interruzioni alla vita “normale” che portano la gente a stare un po’ fuori, a dare un’occhiata e fare due passi.
Il sapore di Cortona si percepisce meglio in piazza durante il mercato del Sabato mattina, quando tutti i rappresentanti della comunità si trovano insieme. Giovani e vecchi, stranieri e nativi, turisti, preti, monaci e monache, tutti si trovano insieme. Il mercato è la scusa per venire in città dalle montagne e dalla valle e scoprire le novità. Formaggi, mutande, scarpe, biancheria, casalinghi, caramelle, cinture, borse, vestiti, pesce fresco, fast food di pesce fritto oppure panini con la porchetta, verdure, baccalà ed acciughe, filo di lana, detersivi, tutto si trova al mercato. Ci si può imbattere in un raduno di auto d’epoca, nuovi modelli di trattore possono essere presentati in piazza, associazioni di volontariato potrebbero essere presenti per raccogliere fondi vendendo fiori, uova di cioccolato oppure biglietti per una lotteria. E’ un insieme di persone felici di stare all’aria aperta con la scusa di cercare un affare, risparmiare un Euro o due, sempre portando a casa la ricchezza d’essersi mescolato alla comunità, di essere stato insieme agli amici, d’aver raccontato una barzelletta, offerto una mano, un abbraccio oppure una tazza di caffè, apprezzando il sapore della vita a Cortona.